da: L'Unione sarda Nuoro
domenica 26 agosto 2007, Michele Arbau, foto: Massimo Locci
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La montagna simbolo dell'ambiente
Fonni. La gigantesca opera di Antonino Pirellas sul monte Spada ha fornito lo spunto per una discussione sul rapporto uomo - natura
   
  E' intervenuto Bruno Dettori
"L'arte è un servizio, il talento un dovere". Cita nientepopodimeno papa Giovanni Paolo II Antonino Pirellas per spiegare la sua concezione di arte e il motivo che lo ha spinto a riprodurre in un'opera di Land Art "Sa Odia", il marchio collettivo dei pastori fonnesi inventato per identificare il proprio bestiame che da due giorni campeggia sul monte Spada. Ieri nella sala consiliare del Comune l'originale opera d'arte è stata presentata al pubblico. Una installazione dalle misure ciclopiche (215 metri per 131) quasi a riprendere anche nelle dimensioni, le costruzioni nuragiche dei nostri progenitori. Opera che, secondo i relatori intervenuti ieri "è il simbolo dell'interazione uomo - ambiente" che è poi ben rappresentato da quel marchio collettivo de "Sa Odia". " Ringrazio i pastori di Fonni perchè con una sbalorditiva semplicità ci hanno tramandato un simbolo collettivo.
  Per me - ha argomentato il pittore, parafrasando papa Wojtyla - era un dovere riprenderlo artisticamente". L'idea di Pirellas, nata con la collaborazione degli amici Tonino Serusi, presidente del consorzio montagna e Cristoforo Coccollone presidente del comitato per la biodiversità, parte dal presupposto che l'ambiente non è incontaminato ma è frutto dell'interazione con l'uomo. Pensiero condiviso dall'amico di studi universitari in Agraria Bruno Dettori, oggi sottosegretario all'Ambiente. "Per me tutto è frutto di un'armonia uomo - territorio. Quando vedo un albero, per esempio - spiega il sottosegretario - penso all'uomo che lo ha messo a dimora". L'opera di Pirellas è frutto del rapporto, secondo Dettori, "tra l'epressione più alta dell'uomo, che è l'arte, con il territorio". E questo stretto rapporto lo ha letto da un punto di vista artistico il docente universitario Giorgio Pellegrini, che si è soffermato sopratutto sul titolo della giornata "Colores de monte". La proposta di un progetto
"La Sardegna - ha sottolineato in una dissertazione appassionata Pellegrini parafrasando Camillo Bellieni - brucia di colore solo al tramonto. E brucia anche nella sua tradizione, nei suoi costumi".Il merito di Antonino PIrellas è stato, secondo il professore, quello di "mettere in evidenza il pericolo ambientale. Che è reale. Ma c'èp un'altro pericolo - ha proseguito Pellegrini preoccupato - ed è la sofferenza silenziosa dell'artigianato Non facciamolo morire". Una soluzione per scongiurare queste emergenze ambientali e culturali - economiche è stata lanciata dal presidente di Legambiente Sardegna Vincenzo Tiana. "Il simbolo de Sa Odia racchiude e sintetizza tre aspetti fondamentali che dobbiamo saper sviluppare in un progetto armonico. Sono la montagna, il Pastoralismo e i sentieri della transumanza. Invito il sindaco di Fonni Tonino Coinu a farsi portavoce di questo progetto". Questi tre aspetti, secondo Tiana, potrebbero essere armonizzati "rintracciando i sentieri del pastoralismo e degli ambulanti, quindi dell'artigianato, che si concilia con la tutela ambientale ma anche culturale ed economica". La proposta dell'assessore provinciale all'ambiente Rocco Celentano è stata invece quella di "pensare allo sviluppo della montagna all'interno del binomio ambiente - impresa". Ed ha poi annunciato di voler chiedere al ministero dell'Ambiente un contratto di programma per la valorizzazione della montagna".
       
  La montagna simbolo dell'ambiente
   
       
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