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E' intervenuto Bruno
Dettori
"L'arte è un servizio, il talento un
dovere". Cita nientepopodimeno papa Giovanni Paolo II Antonino Pirellas
per spiegare la sua concezione di arte e il motivo che lo ha spinto a riprodurre
in un'opera di Land Art "Sa Odia", il marchio collettivo dei pastori
fonnesi inventato per identificare il proprio bestiame che da due giorni
campeggia sul monte Spada. Ieri nella sala consiliare del Comune l'originale
opera d'arte è stata presentata al pubblico. Una installazione dalle
misure ciclopiche (215 metri per 131) quasi a riprendere anche nelle dimensioni,
le costruzioni nuragiche dei nostri progenitori. Opera che, secondo i relatori
intervenuti ieri "è il simbolo dell'interazione uomo - ambiente"
che è poi ben rappresentato da quel marchio collettivo de "Sa
Odia". " Ringrazio i pastori di Fonni perchè con una sbalorditiva
semplicità ci hanno tramandato un simbolo collettivo. |
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Per me - ha argomentato
il pittore, parafrasando papa Wojtyla - era un dovere riprenderlo artisticamente".
L'idea di Pirellas, nata con la collaborazione degli amici Tonino Serusi,
presidente del consorzio montagna e Cristoforo Coccollone presidente del
comitato per la biodiversità, parte dal presupposto che l'ambiente
non è incontaminato ma è frutto dell'interazione con l'uomo.
Pensiero condiviso dall'amico di studi universitari in Agraria Bruno Dettori,
oggi sottosegretario all'Ambiente. "Per me tutto è frutto di
un'armonia uomo - territorio. Quando vedo un albero, per esempio - spiega
il sottosegretario - penso all'uomo che lo ha messo a dimora". L'opera
di Pirellas è frutto del rapporto, secondo Dettori, "tra l'epressione
più alta dell'uomo, che è l'arte, con il territorio".
E questo stretto rapporto lo ha letto da un punto di vista artistico il
docente universitario Giorgio Pellegrini, che si è soffermato sopratutto
sul titolo della giornata "Colores de monte". |
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La proposta di un
progetto
"La Sardegna - ha sottolineato in una dissertazione appassionata Pellegrini
parafrasando Camillo Bellieni - brucia di colore solo al tramonto. E brucia
anche nella sua tradizione, nei suoi costumi".Il merito di Antonino
PIrellas è stato, secondo il professore, quello di "mettere
in evidenza il pericolo ambientale. Che è reale. Ma c'èp un'altro
pericolo - ha proseguito Pellegrini preoccupato - ed è la sofferenza
silenziosa dell'artigianato Non facciamolo morire". Una soluzione per
scongiurare queste emergenze ambientali e culturali - economiche è
stata lanciata dal presidente di Legambiente Sardegna Vincenzo Tiana. "Il
simbolo de Sa Odia racchiude e sintetizza tre aspetti fondamentali che dobbiamo
saper sviluppare in un progetto armonico. Sono la montagna, il Pastoralismo
e i sentieri della transumanza. Invito il sindaco di Fonni Tonino Coinu
a farsi portavoce di questo progetto". Questi tre aspetti, secondo
Tiana, potrebbero essere armonizzati "rintracciando i sentieri del
pastoralismo e degli ambulanti, quindi dell'artigianato, che si concilia
con la tutela ambientale ma anche culturale ed economica". La proposta
dell'assessore provinciale all'ambiente Rocco Celentano è stata invece
quella di "pensare allo sviluppo della montagna all'interno del binomio
ambiente - impresa". Ed ha poi annunciato di voler chiedere al ministero
dell'Ambiente un contratto di programma per la valorizzazione della montagna". |