Un affresco di erbe sul Monte Spada, simbolo dei pastori

06 mar 2017

La Nuova Sardegna - Giovanni Maria Sedda - 25 agosto 2007

 

"L'arte è un servizio, il talento un dovere". Cita nientepopodimeno papa Giovanni Paolo II Antonino Pirellas per spiegare la sua concezione di arte e il motivo che lo ha spinto a riprodurre in un'opera di Land Art "Sa Odia", il marchio collettivo dei pastori fonnesi inventato per identificare il proprio bestiame che da due giorni campeggia sul monte Spada. Ieri nella sala consiliare del Comune l'originale opera d'arte è stata presentata al pubblico. Una installazione dalle misure ciclopiche (215 metri per 131) quasi a riprendere anche nelle dimensioni, le costruzioni nuragiche dei nostri progenitori. Opera che, secondo i relatori intervenuti ieri "è il simbolo dell'interazione uomo - ambiente" che è poi ben rappresentato da quel marchio collettivo de "Sa Odia". " Ringrazio i pastori di Fonni perché con una sbalorditiva semplicità ci hanno tramandato un simbolo collettivo.
"Vogliamo esaltare la bellezza del territorio"
L'installazione artistico - naturalistica verrà illustra questa mattina alle 11, a Fonni, nel museo del pastore, e ammirato sul prato scosceso che lo ospita nel pomeriggio. Alla cerimonia di presentazione interverranno il sindaco di Fonni, Antonino Coinu, il senatore Bruno Dettori, sottosegretario del ministero dell'Ambiente, Rocco Celentano assessore provinciale all'ambiente, Giorgio Pellegrini e Mauro Ballero, docenti dell'università di Cagliari, rispettivamente di Storia d'Arte Contemporanea e di Botanica farmaceutica, Vincenzo Tiana, di Legambiente Sardegna, Cristoforo Coccollone presidente per la difesa della Biodiversità e, naturalmente, l'artista Antonino Soddu Pirellas. La proposta di un progetto "La Sardegna - ha sottolineato in una dissertazione appassionata Pellegrini parafrasando Camillo Bellieni - brucia di colore solo al tramonto. E brucia anche nella sua tradizione, nei suoi costumi". Il merito di Antonino Pirellas è stato, secondo il professore, quello di "mettere in evidenza il pericolo ambientale. Che è reale. Ma c'è un'altro pericolo - ha proseguito Pellegrini preoccupato - ed è la sofferenza silenziosa dell'artigianato. Non facciamolo morire". Una soluzione per scongiurare queste emergenze ambientali e culturali - economiche è stata lanciata dal presidente di Legambiente Sardegna Vincenzo Tiana. "Il simbolo de Sa Odia racchiude e sintetizza tre aspetti fondamentali che dobbiamo saper sviluppare in un progetto armonico. Sono la montagna, il Pastoralismo e i sentieri della transumanza. Invito il sindaco di Fonni Tonino Coinu a farsi portavoce di questo progetto". Questi tre aspetti, secondo Tiana, potrebbero essere armonizzati "rintracciando i sentieri del pastoralismo e degli ambulanti, quindi dell'artigianato, che si concilia con la tutela ambientale ma anche culturale ed economica". La proposta dell'assessore provinciale all'ambiente Rocco Celentano è stata invece quella di "pensare allo sviluppo della montagna all'interno del binomio ambiente - impresa". Ed ha poi annunciato di voler chiedere al ministero dell'Ambiente un contratto di programma per la valorizzazione della montagna".


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